AMBITO OSPEDALIERO

VADOplex come unica alternativa alle calze antitrombosi in ambito ospedaliero.

VADOplex è un sistema meccanico per la prevenzione della trombosi venosa profonda che basa il suo principio di azione su un rapido impulso meccanico di compressione del plesso venoso periferico e riproduce la fisiologica circolazione del cammino, riducendo la stasi nei pazienti immobilizzati.

Il sistema meccanico dotato di fasce per il piede, disponibili anche per polpaccio e mano, produce quasi il doppio del flusso venoso femorale rispetto ai sistemi pneumatici al polpaccio o ai gambali in commercio1.

VADOplex può essere usato come unico sistema di prevenzione della trombosi venosa profonda per quei pazienti a cui è controindicata la terapia farmacologica o non possono essere utilizzate calze antitrombotiche.

Non proporre l’utilizzo di calze elastiche anti-trombo a pazienti con:

  • Sospetta o accertata malattia arteriosa periferica.
  • Innesto di bypass arterioso periferico, Neuropatia periferica o altre cause di deficit sensoriale.
  • Ogni condizione nella quale le calze anti-trombo potrebbero causare danno, per esempio dermatiti, gangrena o recente innesto di pelle, edema grave della gamba.
  • Deformità o forma dell’arto che impedisce la corretta vestibilità.

Perché utilizzare la fascia al piede VADOplex?

La compressione sulle vene superficiali delle gambe, con calze antitrombotiche o con i sistemi pneumatici alla coscia o al polpaccio, dipende strettamente dalla massa grassa e dalla massa muscolare del paziente e diventa quindi molto variabile e spesso insufficiente.

La compressione al piede con il sistema ad impulso VADOplex ha un accesso diretto alle vene profonde e produce un migliore flusso venoso indipendentemente dalla circonferenza dell’arto inferiore trattato e quindi anche nei pazienti in sovrappeso.

NEUROCHIRUGIA

Per interventi di neurochirurgia dell’encefalo e laddove non è possibile somministrare la terapia farmacologica, il sistema VADOplex è utilizzato già nella fase intraoperatoria e può essere utilizzato come unica misura di prevenzione. Al paziente viene montata la fascia al piede già in sala operatoria, e la terapia meccanica di compressione viene proseguita successivamente anche in reparto o in terapia intensiva.

La resistenza alla proteina C attivata (APC) ha una prevalenza del 5%, pazienti sui quali l’eparina non ha effetto.

ORTOPEDIA

In ortopedia, anche la semplice riduzione di una frattura può portare a embolia polmonare.
La manipolazione della gamba durante interventi di protesi d’anca o ginocchio, insieme a valve per divaricare o l’uso dei lacci emostatici, causa spesso traumi alla vena femorale e aumenta la probabilità di trombosi venosa profonda.

-la profilassi di eparina parte almeno 6-8 ore dopo la fine dell’intervento chirurgico durante le quali non viene adottata alcuna profilassi. Proprio in queste prime ore si forma fino al 45% dei trombi totali.
-su pazienti con protesi di ginocchio, le calze a compressione standard non possono essere indossate.
-la resistenza alla proteina C attivata (APC) ha una prevalenza del 5%, pazienti sui quali l’eparina non ha effetto.
-Secondo le linee guida Toscana l’utilizzo di sistemi meccanici intermittenti a compressione, nei pazienti sottoposti a sostituzione totale d’anca, riduce la TVP dal 43,6% al 21%, offrendo un’alternativa ai chirurghi e ai pazienti con controindicazioni alla profilassi farmacologica.

Anche interventi su fratture di bacino hanno un rischio molto elevato di trombosi venosa profonda.

TERAPIA INTENSIVA & ICTUS

Secondo le linee guida della Toscana, la CPI (compressione pneumatica intermittente) è indicata nella profilassi della TVP nei pazienti chirurgici e in quelli ricoverati in terapia intensiva. La CPI è indicata anche nei pazienti con ictus emorragico in fase acuta e nei pazienti con ictus ischemico ad alto rischio di trasformazione emorragica. 

 

Ulcere cutanee e ferite difficili

La produzione di ossido nitrico viene stimolato tramite il sistema a impulso VADOplex. Il trasporto di ossigeno e altri nutrienti viene migliorato tramite un significativo aumento del flusso sanguigno che crea favorevoli condizioni alla formazione di nuovo tessuto accelerando così il processo di guarigione delle ferite e delle ulcere nelle persone diabetiche e con problemi di circolazione.

Indicazioni di utilizzo

  • drenaggio rapido dell’edema acuto degli arti superiori e inferiori
  • drenaggio rapido dell’edema vascolare cronico a livello di gambe e braccia
  • profilassi della sindrome compartimentale in caso di gravi danni ai tessuti molli
  • prevenzione della trombosi venosa profonda
  • ulcera crurale recidivante cronica di varia origine
  • sindrome del piede diabetico
  • malattia occlusiva delle arterie periferiche (PAOD) e disturbi circolatori arteriosi agli arti

 

Controindicazioni definitive

  • insufficienza cardiaca scompensata grave
  • flebite acuta

Controindicazioni relative

  • embolia polmonare o trombosi attiva acuta
  • grave infezione degli arti trattati

 

In caso di disturbi di sensibilità agli arti trattati sono richiesti controlli ravvicinati dei punti cutanei che vengono in contatto con la camera d’aria sotto pressione della fascia.

Bibliografia – molti ulteriori studi sono disponibile su richiesta.

1 INTERMITTENT PNEUMATIC COMPRESSION. A COMPARISON OF FEMORAL VEIN VELOCITY WITH FIVE DIFFERENT DEVICES (D. Warwick, K. Dewbury, A. Forrester, International Angiology)

2_Intermittent pneumatic compression. a comparison of femoral vein velocity with five different devices. d.warwick, k.dewbury, a.forrester. international angliology vol.32 pages 404-409  august 2013.
3_Shewale, Warwick et.al.  Journal of Bone and Joint Surgery – British Volume, Vol 85-B, Issue SUPP_II, 125. 2003 by British Editorial Society of Bone and Joint Surgery.

 

4_Young, Pitto et. al.  61st Annual Meeting of the Association of Bone and Joint Surgeons. Maui, Hawaii, May 13-17, 2009 Transactions 69, 2009.

 

5_Clinical application of a pneumatic intermittent impulse compression device after trauma and major surgery. M. S. Myerson, M. R. Henderson.

 

6_Comparison of the use of a foot pump with the use of low-molecular-weight heparin for the prevention of deep-vein thrombosisafter total hip replacement. A prospective, randomized trial. D. J. Warwick, J. Harrison, D. Glew, A. Mitchelmore,T. J. Peters,J. Donovan; Bristol, Unites Kingdom, J Bone Joint Surg (Br) Aug 1998; Vol 80A; No 8.

 

7_Mechanical prophylaxis of deep-vein thrombosis after total hip replacement a randomised clinical trial. R.P. Pitto, H. Hamer,
W. Heiss-Dunlop, J. Kuehle; Middlemore Hospital, South Auckland Clinical School, Auckland, New Zealand; J Bone Joint Surg (Br) July 2004; Vol86 B:639-42.
8_Efficacy, Safety and Patient Compliance Of Foot-Pumps Without Graduated Compression Stockings For Prevention Of Deep-Vein Thrombosis In Total Joint Replacement Young, Pitto et. al.; Journal of Bone and Joint Surgery – British Volume, Vol 91-B, Issue SUPP_I, 76-77.;2009 EFORT – European Federation of National Associations of Orthopaedics and Traumatology (8th Congress) Florence, Italy: 11–15 May 2007.
9_Venous impulse foot pumps: should graduated compression stockings be used? D. Warwick, H. Pandit, S. Shewale, T. Sulkin; Southampton University Hospitals, Southampton, The Journal of Arthroplasty, 2002. Vol. 17 No. 4 pp 446-448.
10_Vascular Impulse Technology versus elevation for the reduction of swelling of lower extremity joint fractures: results of a prospective randomized controlled study. M. Schnetzke, J. El Barbari, S. Schüler, B. Swartman, H. Keil, S. Vetter, P.A. Grützner, J. Franke BG Trauma Centre, Ludwigshafen, Germany; Bone Joint Journal 2021;103-B(4):746–754.
11_A venous foot pump reduces thrombosis after total hip replacement M. J. F. Fordyce, R. S. M. Ling.

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