Italiano    Tedesco    Francese    Inglese
Link
Toul flusso laminare sterile: un sistema che diminuisce drasticamente il rischio d’ infezione della ferita chirurgica e garantisce i livelli particellari necessari per ottenere i valori di classe ISO 5 in sala operatoria (UNI EN ISO 14644, UNI EN ISO 11425)
Una sala operatoria sterile, è già dopo una mezz’ ora di nuovo contaminata: questo è il tempo che intercorre tra la preparazione e l’inizio dell’ intervento. La contaminazione degli strumenti chirurgici cresce con la durata dell’ intervento e così cresce anche il rischio di una infezione per il paziente per carenza di sterilità degli strumenti e del materiale protesico. Il sistema Toul può evitare in modo molto semplice e immediato questo rischio.
Soluzione Toul tavolo portaferri sterile: un tavolo strumenti mantiene la sterilità degli strumenti e del materiale protesico per tutto la durata dell’ intervento attraverso filtri Hepa che la rendono priva di microbi. Il chirurgo e il suo team si possono fidare della sterilità degli strumenti anche durante lunghissimi interventi. Il paziente è meno esposto ai batteri e si riduce il rischio di una infezione intraoperatoria. I valori di particelle sono sempre al di sotto dei limiti della classe ISO 5, anche nei momenti di più intensa attività. Il sistema Toul è anche dotato di un “sistema black box” per la medicina difensiva che registra la presenza del Toul in sala operatoria durante l’ intervento per dimostrarne l’ effettivo utilizzo.

Toul 400 mobile: Protegge il campo operatorio e gli strumenti. L’aria ultrapulita è indirizzata sul campo operatorio che in tal modo viene protetto dal rischio della contaminazione batterica. Il flusso laminare mobile Toul raggiunge direttamente il sito chirurgico e gli strumenti, senza trovare ostacoli, quali le lampade scialitiche o la testa dei chirurghi, riducendo fino al 95 % la carica batterica sul sito chirurgico e sul tavolo porta ferri. Il flusso laminare mobile aspira l’aria intorno al campo operatorio e la filtra tramite un sistema di filtri Hepa, pulendo la stessa aria dai batteri e dai microorganismi al 99,995 %. La tecnologia Toul contribuisce anche ad aumentare il numero di cambi di aria filtrata attraverso filtri HEPA e a ridurre la concentrazione di particelle nell’intera sala operatoria. Nell’ Università di Upsala in Svezia hanno eseguito più di 10.000 interventi, registrando un tasso di infezione postoperatoria di solo 0,05 % rispetto al 4% prima dell’utilizzo del Toul. Una sala operatoria media con circa 600 interventi all’ anno e un tasso di infezione di solo 3 %, causa oltre 18 infezioni all’ anno, con un costo aggiuntivo di 300.000 Euro per la struttura ospedaliera.
Risparmio medio con Toul: 100.000- 300.000 Euro per sala operatoria. Il costo del sistema Toul è ammortizzato già dopo una infezione evitata .
Secondo studi italiani il tasso di infezione in sala operatoria viene stimato in media tra 4% e 9 % . L’infezione è tra le prime cause di fallimento delle protesi d’anca e ginocchio, con un rischio aggiuntivo di complicanze importanti e la necessità di un secondo intervento per il paziente e con costi fuori controllo per il SSN che possono arrivare fino a 150.000 Euro. Si verifica mediamente nel 2% dei casi anche in presenza di una procedura chirurgica corretta e di una profilassi antibiotica adeguata. IL COSTO PER UNA REVISIONE DI PROTESI DI ANCA INFETTA È 2,8 VOLTE QUELLO DI UNA REVISIONE NON SETTICA E 4,8 VOLTE QUELLO DI UN IMPIANTO PRIMARIO. La specialità in cui si denuncia il maggior numero di infezioni ospedaliere è Ortopedia e Traumatologia (29,57%).
Garantire una sterilità molto elevata soprattutto per gli strumenti e il materiale protesico in sala operatoria è di conseguenza indispensabile.

Responsabilità da Infezioni ospedaliere

La responsabilità da infezioni nosocomiali fa capo a quella da rischio organizzativo nella gestione di una struttura. Il contratto di spedalità include le “obligations de sécurité” e i doveri di protezione. “il rapporto che si instaura fra paziente e casa di cura ha fonte in un atipico contratto a prestazioni corrispettive con effetti protettivi nei confronti del terzo Cass Civ n 19145/2005. Si tratta quindi di una precisa responsabilità contrattuale che assume una forte rilevanza in quanto relativa a violazioni incidenti sul bene della salute, tutelato e riconosciuto pienamente dalla Costituzione come diritto fondamentale. Per questo motivo, è irrilevante che si tratti di una casa di cura privata o di un ospedale pubblico, poiché gli obblighi assunti da entrambe le strutture nei confronti del paziente sono perfettamente equivalenti, non sussistendo, dunque, limitazioni relative alla responsabilità o differenze risarcitorie a seconda della loro natura. Da ciò deriva una gravissima conseguenza per la struttura ospedaliera: l’inversione dell’onere della prova. Sarà l’ospedale a dovere dimostrare che l’inadempimento è stato determinato da “impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile” (art. 1218 c.c.). Spetta quindi alla struttura sanitaria, l’onere di dimostrare di aver agito con perizia, prudenza, diligenza: di aver adottato le procedure necessarie ad impedire l’infezione (Tribunale di Torino sentenza 1 marzo 1999, n. 1188). Ovviamente si tratta di probatio diabolica: L’ ospedale dovrà dimostrare a distanza di mesi di aver fatto tutto quanto poteva per evitare il danno altrimenti non gli resterà che subire la condanna (così costantemente la Giurisprudenza). Si tratterà, peraltro, di condanna al risarcimento del danno nei casi meno gravi, ma nei casi più gravi si aggiungerà quella penale per omicidio colposo e/o per lesioni gravi o gravissime. Infine gravi conseguenze non sono risparmiate neppure ai sanitari. La Cassazione Civile n.7336 del 1998 stabilisce che il sanitario operante in una struttura priva di idonei protocolli preventivi dovrebbe evitare un ricovero ad alto rischio infettivo. E’ quindi la passiva accettazione di uno status quo costituirebbe una assunzione di responsabilità, condivisa con la dirigenza ospedaliera. Ulteriori informazioni

  • Riduzione Rischio Infettivo intervento chirurgico
    Per affrontare l’aumento delle infezioni ospedaliere e dell’inefficacia della terapia antibiotica verso tutti quei microrganismi multiresistenti è stato creato TOUL, un sistema mobile di flusso d’aria laminare ultrapulita. Al contrario dei sistemi d’aerazione tradizionale, Toul agisce direttamente sul campo operatorio e sul tavolo degli strumenti senza essere ostacolato dalla testa del chirurgo o dalle lampade scialitiche, riducendo fino a 95% la carica batterica sul sito chirurgico e sul tavolo porta ferri senza interferire con il sistema di ventilazione esistente.In circostanze normali sono necessari 100.000 batteri per provocare un’ infezione chirurgica clinicamente significativa; in situazioni particolari, quando si procede ad interventi chirurgici in pazienti immunodepressi, defedati, anziani, prematuri o in caso di chirurgia protesica, sono sufficienti 100 batteri per sviluppare un processo infettivo o per avere un rigetto. In un minuto una persona disperde nell‘ambiente circa 1000 batteri tramite la respirazione, i movimenti e la traspirazione. Di conseguenza la carica batterica in sala operatoria aumenta proporzionalmente al numero delle persone presenti ed alla durata dell‘intervento.
  • Titolo di prova
    Sito del progetto europeo, finanziato dalla divisione di salute dell’UE (DG SANCO), per creare un sistema standardizzato e cooperativo di raccolta dei dati sulla sorveglianza delle IO nei paesi dell’Unione e per attuare linee guida e misure di prevenzione e controllo.
  • The European Antimicrobial Resistance Surveillance System (EARSS).
    Un framework internazionale finanziato dalla DG SANCO europea, per raccogliere e sistematizzare i dati relativi alle resistenze agli antibiotici sviluppate negli ospedali. Nel sito vengono indicati i dati relativi a oltre 65 mila isolati microbici raccolti in quasi mille ospedali, con indicazioni sulla loro suscettibilità ad antibiotici.
  • Area di programma Rischio infettivo.
    Agenzia sanitaria regionale, Regione Emilia Romagna. Un settore dell'agenzia interamente dedicato alle infezioni, curato da Maria Luisa Moro. Con numerosi documenti e links ad associazioni, istituti e riviste che si occupano di IO.
  • Centers for Disease Control and Prevention
    The Office of Strategy and Innovation (OSI) is dedicated to continuous acceleration of CDC’s health impact and improvements in health equity. OSI will do this by leading CDC’s efforts to accomplish agency-wide health impact goals, incorporating efforts to improve health equity in all CDC activities, fostering strategic excellence and innovation across the agency, and providing superior decision support to CDC’s executive leadership.
  • CDC: Hospital Infection Control
    The Division of Healthcare Quality Promotion (DHQP), protects patients, protects healthcare personnel, and promotes safety, quality, and value in the healthcare delivery system by providing national leadership for nine key areas. More about DHQP...
  • CDC: Hospital Infection Control
    Multidrug-resistant organisms(MDROs), including methicillin-resistant Staphylococcus aureus (MRSA), vancomycin-resistant enterococci (VRE) and certain gram-negative bacilli (GNB) have important infection control implications that either have not been addressed or received only limited consideration in previous isolation guidelines
  • LE INFEZIONI OSPEDALIERE
    Per infezione acquisita in Ospedale si definisce un’infezione contratta durante il ricovero in ospedale, che non era manifesta clinicamente né in incubazione al momento dell’ammissione, ma che compare durante o dopo il ricovero e da questo è determinata
  • Endoftalmite
    Uno studio retrospettivo effettuato su 215 studi ha posto in evidenza che l’incidenza di endoftalmite nella chirurgia della cataratta ha avuto un incremento nel periodo 2000-2003 (0,26% vs0,08% anni ’70) e questo trend ascendente coincide temporalmente con lo sviluppo e l’espansione delle incisioni in cornea chiara in sede temporale “sutureless” (tunnel temporale aumenta di 5 volte l’incidenza di endoftalmite rispetto al tunnel superiore!!!)
  • Le Linee guida nazionali di profilassi antibiotica perioperatoria
    La linea guida riguarda la chirurgia di elezione, sono inclusi alcuni interventi eseguiti in emergenza affronta le seguenti domande chiave: quali sono i fattori di rischio per Infezione Sito Chir.? quali i benefici ed i rischi della profilassi antibiotica perioperatoria? per quali interventi esistono prove che la profilassi riduce il rischio di Infezione del Sito Chir.?
  • LINEE GUIDA PER LA PROFILASSI ANTIBIOTICA IN CHIRURGIA
    Nell’ambito delle attività del CDC di Atlanta, è attivo dal 1970 il Sistema di Sorveglianza Nazionale Statunitense delle Infezioni Nosocomiali (NNIS), che nasce con lo scopo di controllare l’andamento delle infezioni ospedaliere nei reparti di terapia intensiva di alcuni ospedali americani. In base ai dati ottenuti nell’ambito di questo sistema di sorveglianza si è stimato che le infezioni del sito chirurgico rappresentano la terza infezione ospedaliera per frequenza, determinando il 14-16% di tutte le infezioni nosocomiali, e che il 77% dei decessi occorsi in pazienti con infezioni del sito chirurgico era da correlarsi alle stesse infezioni.
  • Le infezioni della ferita chirurgica
    i dati rilevati nell’ambito del Quality in Australian Health Care Study, secondo Rigby, stimano le infezioni della ferita chirurgica al primo posto tra gli eventi avversi che comportano una significativa perdita economica per l’ospedale (Rigby et al., 1999).
  • INFEZIONI STERNALI SUPERFICIALI E PROFONDE DOPO INTERVENTO CARDIOCHIRURGICO:
    L’ infezione della ferita sternale dopo un intervento cardiochirurgico è una complicazione importante; incrementa la morbilità, la mortalità ed i costi. Queste infezioni possono richiedere trattamenti terapeutici prolungati con antibiotici, reinterventi chirurgici o entrambi, prolungando così anche il ricovero ospedaliero. L’ incidenza delle infezioni sternali riportata in vari studi, variano dal 0.9-20% [1-3], l’ incidenza di mediastiniti è compresa tra l’ 1% ed il 2.4% [1-5].
  • Il controllo microbiologico ambientale della sala operatoria
    I microrganismi presenti nell’aria possono causare infezioni, direttamente oppure indirettamente raggiungendo altre superfici esposte all’aria come strumenti chirurgici, venendo così trasferiti all’oggetto dell’infezione. Da uno studio effettuato da Whyte e coll., sulla caratterizzazione delle specie microbiche presenti nella ferita chirurgica di pazienti sottoposti a interventi per protesi d’anca, in sale operatorie dotate di ventilazione convenzionale, sembra che il 98% dei batteri derivino dall’aria e di questi il 30% sono depositati direttamente dall’aria, il resto raggiunge la ferita per via indiretta [2]. Un lavoro molto importante di Lidwell, effettuato su interventi di protesi d’anca, dimostra la progressiva diminuzione dell’incidenza delle infezioni post-operatorie con la riduzione del livello di contaminazione dell’aria [3,4].
  • Prevenzione e trattamento delle infezioni in chirurgia ortopedica traumatologica
    L'incidenza delle infezioni postoperatorie in ortopedia dipende soprattutto dalla contaminazione della ferita che si verifica durante il trauma o l'intervento. La prevenzione si basa sul potenziamento delle difese immunitarie del paziente e sulla riduzione della carica batterica a livello della ferita. Per il trattamento delle infezioni postoperatorie, è fondamentale iniziare il trattamento tempestivamente, somministrare una terapia antibiotica appropriata ed effettuare lo sbrigliamento precoce degli eventuali ematomi infetti, lasciando in situ gli impianti stabili.Nell'osteomielite cronica, il trattamento principale è lo sbrigliamento chirurgico a stadi con l'ausilio dell'antibioticoterapia (locale e, se necessario, sistemica). Occorre innanzitutto curare l'infezione e non iniziare la ricostruzione prima della guarigione.
  • INFEZIONI STERNALI SUPERFICIALI E PROFONDE DOPO INTERVENTO CARDIOCHIRURGICO:
    L’ infezione della ferita sternale dopo un intervento cardiochirurgico è una complicazione importante; incrementa la morbilità, la mortalità ed i costi. Queste infezioni possonorichiedere trattamenti terapeutici prolungati con antibiotici, reinterventi chirurgici o entrambi, prolungando così anche il ricovero ospedaliero. L’ incidenza delle infezioni sternali riportata in vari studi, variano dal 0.9-20% [1-3], l’ incidenza di mediastiniti è compresa tra l’ 1% ed il 2.4% [1-5].
  • Raccomandazioni per la prevenzione delle infezioni da CVC
    La patogenesi delle infezioni associate a catetere è multifattoriale e complessa, ma per la maggior parte è il risultato della migrazione di microrganismi cutanei attraverso il sito di inserimento del catetere con eventuale colonizzazione della punta del catetere.I cateteri intravascolari forniscono un accesso vascolare indispensabile, ma purtroppo il loro uso determina per i pazienti, tra gli altri, un rischio di complicanze infettive locali e sistemiche: infezioni locali del sito di inserzione, Catheter Related Blood Stream Infections CRBSI), trombo-flebite settica, endocardite ed infezioni metastatiche (ascesso polmonare, ascesso cerebrale, osteomielite, endoftalmite, …).
  • Infezione di una protesi totale di ginocchio da streptococco gruppo G. Trattatamento con debridement artroscopico e ritenzione dell’impianto
    Il trattamento di una protesi infetta è spesso un problema per il chirurgo ortopedico. La rimozione dell’impianto, un accurato debridement ed una terapia antibiotica prolungatasono spesso necessarie per controllare l’infezione. Le procedure in due tempi rimangono il trattamento di scelta con buoni risultati nelle infezioni sia a bassa che ad alta virulenza. Alcuni Autori hanno proposto, per evitare di rimuovere un impianto stabile, la ritenzione dell’impianto ed il debridement chirurgico, con risultati accettabili in casi selezionati. Il debridement artroscopico ha mostrato risultati
  • Superbug più pericoloso dell’Aids
    Il cosiddetto superbug, ovvero lo Staphylococcus aureus, resistente alla meticillina (MRSA, methicillin-resistant Staphylococcus aureus) sta facendo in America più morti dell’Aids (19000 a causa dell’MRSA contro i 17000 dell’Aids).Le infezioni che causa questo batterio, resistente agli antibiotici come la meticillina, l’oxacillina, l’amoxicillina e altri farmaci basati sulla penicillina, generalmente sono confinate all’interno degli ospedali, ma ora sembra che si stia diffondendo anche in altri ambienti in cui c’è affluenza di persone: palestre, scuole, prigioni, etc.Questo e altri batteri così forti possono proliferare sulla pelle delle persone e rimanere “assopiti” in attesa di entrare nel corpo e causare infezioni.
  • ENDOFTALMITI, COME OPERARE: Vitrectomia
    2 tipi di endoftalmiti: da germi poco virulenti,vitreo poco infiltrato,specie a livello della base, basta vitrecto standard,specie se distacco di vitreo(anche per via limbare);distaccare sepre la corticale altrimenti distacco,ma difficile Se germi virulenti, una palla di pus : vitrecto completa,pulizia base e corpi ciliari con asp iol e capsula completa,olio di silicone
  • Le complicazioni della ferita sternale nei pazienti sottoposti a cardiochirurgia
    L’ infezione della ferita sternale dopo un intervento cardiochirurgico è una complicazione importante; incrementa la morbilità, la mortalità ed i costi. Queste infezioni possono richiedere trattamenti terapeutici prolungati con antibiotici, reinterventi chirurgici o entrambi, prolungando così anche il ricovero ospedaliero. L’ incidenza delle infezioni sternali riportata in vari studi, variano dal 0.9-20%
  • Incidenza delle infezioni in terapia intensiva e subintensiva neonatale
    L’incidenza delle infezioni ospedaliere (IO) nelle terapie intensive neonatali (TIN) presenta un’ampia variabilità in letteratura, dall’8% al 30% (1, 2); in Italia, in uno studio multicentrico del 1993-94 (3, 4), fu stimata un’incidenza media di IO di circa il 25%, con una variabilità tra le TIN partecipanti definita “impressionante” dagli stessi autori
  • Infezioni nosocomiali in pediatria
    I dati riguardanti le infezioni nosocomiali in pediatria, sono relativamente rari. I tassi disponibili variano da 4 a 6 casi per 100 ammissioni e sembrano leggermente più bassi di quelli della medicina degli adulti. Se differenziate in base al sito anatomico, le infezioni nosocomiali più frequenti in pediatria sono quelle del tratto respiratorio (17-35%) e intestinale (16-24%). Sono seguite dalle batteriemie (10-21%), dalle infezioni delle vie urinarie (6-9%) e dalle infezioni delle ferite operatorie (7-8.4%). La frequenza delle infezioni dipende dall'età. E' più alta nei bambini di meno di 24 mesi (11.5%) e diminuisce in seguito (3.6% nei bambini fra 2 e 4 anni, 2.6% nei bambini con più di 5 anni).
  • Incidenza delle infezioni in terapia intensiva e subintensiva neonatale
    L’incidenza delle infezioni ospedaliere (IO) nelle terapie intensive neonatali (TIN) presenta un’ampia variabilità in letteratura, dall’8% al 30% (1, 2); in Italia, in uno studio multicentrico del 1993-94 (3, 4), fu stimata un’incidenza media di IO di circa il 25%, con una variabilità tra le TIN partecipanti definita “impressionante” dagli stessi autori.
  • American Practitioner of Infection Control
    APIC’s mission is to improve health and patient safety by reducing risks of infection and other adverse outcomes. The Association’s more than 11,000 members have primary responsibility for infection prevention, control and hospital epidemiology in health care settings around the globe, and include nurses, epidemiologists, physicians, microbiologists, clinical pathologists, laboratory technologists and public health practitioners . APIC advances its mission through education, research, collaboration, public policy, practice guidance and credentialing
  • Emilia Romagna Imprese
    Emilia Romagna Imprese il motore di ricerca per fare affari con le piccole e medie imprese in Emilia Romagna
Powered by
Stefano Antelmi
Normeditec S.r.l. - Via L.Da Vinci, 12 - 39100 Bolzano (BZ) - P.IVA:02479230217